Livornesità > Piatti tipici della Livorno popolare
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Il cacciucco è un piatto a base di pesce, il più propriamente tipico della cucina livornese, anche se ne esiste una versione viareggina. È composto da diverse qualità di pesce, crostacei e molluschi, in genere polpi, seppie, cicale, scorfani ed altre varietà di pesce cosiddetto "povero", messo a cucinare in tempi diversi, a seconda del diverso tempo di cottura richiesto dal tipo di pesce, in salsa di pomodoro e poi adagiato su fette di pane abbrustolito poste sul fondo del piatto. La ricetta originaria del cacciucco tradizionale prevedeva tredici specie di pesce: seppia, polpo, palombo, grongo, murena, cappone, scorfano, gallinella, ghiozzo, bavosa, boccaccia, cicala, sugarello.
Le originiNumerose
sono le ipotesi e le versioni relative alle origini del
cacciucco. Alcune lo vogliono come una sorta di simbolo della
generosità popolare, un piatto nato dalla raccolta dei pesci
offerti dai pescatori alla famiglia di un loro compagno morto durante
una tempesta. Un' altra leggenda lo vuole simbolo delle origini di
Livorno e della sua popolazione
composta da un amalgama di genti e di comunità diverse:
ebraiche, africane, levantine, anglicane e olandesi. Il fondersi delle
varie culture, religioni e tradizioni, anche gastronomiche, sarebbe
quindi rappresentato dal cacciucco. Secondo lo storico livornese di
origine siriana Paolo Zalum, il cacciucco sarebbe stato inventato da un
guardiano del Fanale, il faro del porto, al quale un editto della
Repubblica fiorentina proibiva
di friggere il pesce (perché l'olio doveva essere usato per
alimentare la luce del faro). Da qui l'invenzione del cacciucco, che di
olio ne richiede poco. Il nomeAnche su questo si incontrano almeno due scuole di pensiero. Una di queste prevede che il nome tragga le sue origini dal termine turco "Kuçuk", che significa 'di piccole dimensioni', in riferimento ai pezzetti piccoli che compongono la zuppa. Secondo l'altra ipotesi deriverebbe invece dallo spagnolo "cachuco", il nome specifico di un pesce, simile al dentice, ma che viene usato anche per indicare il pesce, in generale. A difesa del nome c'è stato un sollevamento popolare quando la Buitoni ha immesso sul mercato un cacciucco congelato. L'intervento del sindaco fece cambiare il nome della confezione da "Cacciucco" a "Zuppa di pesce". La ricetta modernaIngredienti (per circa 6 persone)
Soffriggere in un largo recipiente l'olio con l'aglio, la salvia e il peperoncino. Mettere poi i polpi e, dopo quindici minuti circa le seppie, tagliati a tocchetti. Bagnare con il vino. Aggiungere il concentrato di pomodoro ed i pomodori freschi e cuocere per altri 20 minuti. Poco a poco aggiungere anche i pesci da zuppa ed il palombo (tagliato). (Le teste dei pesci dovrebbero essere cotte in brodo a parte e poi passate al setaccio ed aggiunte al resto, per dare più sapore). Quando i polpi e le seppie sono diventati abbastanza teneri aggiungere i crostacei ed i frutti di mare con il loro guscio. Aspettare che le cozze e le vongole si aprano. Intanto le fette di pane tostato e agliato vanno appoggiate sul fondo dei piatti. Attingere dalla casseruola pesce e sugo in parti equilibrate e versarlo sopra il pane. Questo piatto di pesce deve, eccezionalmente, essere accompagnato da vino rosso e, possibilmente, giovane. BibliografiaAldo
Santini, La cucina livornese, Padova, Franco Muzzio
editore, 1988 ![]()
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Per secoli il "Ponce" alla livornese è
stato conforto degli animi depressi, degli stati febbrili che non
avevano altro rimedio perché il dottore costava 'vaini
(quattrini) e 'vaini "un ce n'erano mai". Ingredienti per 4 persone: 120 gr di liquore Ponce livornese (dove trovarlo? nel pisano o nel livornese, altrimenti... arrangiarsi...) - 4 caffe' ristretti e bollenti - 4 cucchiaini di zucchero. Preparazione: (vedi articolo la
leggenda del ponce alla livornese)
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Scottate i pomodori
immergendoli per un minuto in una pentola con acqua bollente.
Scolateli, raffreddateli sotto l'acqua e pelateli. Tagliateli a
metà, eliminate i semi, e passateli al passaverdure o al
mixer.
Tritate il prezzemolo con l'aglio e il sedano, e fate soffriggere il trito nell'olio d'oliva. Unite il pomodoro e il peperoncino, regolate di sale e cuocete per 15-20 minuti, mescolando ogni tanto. Dorate per un minuto le triglie in un tegame con l'olio di semi, girandole con molta cautela, quindi eliminate l'olio e coprite i pesci con la salsa di pomodoro.
Scaldate per pochi minuti, senza più muovere i pesci,
togliete dal fuoco, profumate con altro prezzemolo fresco tritato, un
filo d'olio extra vergine d'oliva e servite. ![]()
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Il tradizionale dolce livornese, che si unisce alla schiera dei pani dolci, che sono in uso in questo periodo
Esecuzione: |






