Guarda i cartoni animati in televisione come tutti i bambini, ma per lei l'infanzia deve ancora iniziare. Azzurra Mascagni ha 4 anni e vive a Livorno con mamma Cinzia e babbo Paolo e la sorellina Lisa di 13 anni. Una malattia molto rara non le permette di fare altro che osservare, imprigionata com'è in un corpo che la costringe alla parziale immobilità: non può camminare, non riesce ad afferrare gli oggetti, non ha mai parlato, non può mangiare (l'alimentazione avviene attraverso un sondino inserito nello stomaco). Occorrono 300mila euro per la cura all' "Ocean Hyperbaric Neurologic Center" di Lauderdale in Florida (Usa). Chiunque volesse aiutare Azzurra ad avere una speranza può versare il proprio contributo al seguente conto corrente:
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Multimedia
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La storia di Azzurra
Azzurra
nasce il 21 ottobre del 2002 a Cecina con parto naturale. Alla nascita
pesava 2 kg e 120 ed era lunga 46 cm, per il resto era tutto a posto.
Dopo una settimana di ospedale torna a casa. Azzurra mangia e dorme. Il
30 dicembre alla visita di controllo Azzurra pesa 5 kg ed è
lunga 56 cm; va tutto per il meglio. Intorno al mese di febbraio si
inizia a intravedere un rallentamento nella crescita, sia in peso che
in lunghezza. Il tutto coincide col ritorno della mamma a lavoro e col
primo vaccino. Il pediatra fa eseguire un esame delle urine che risulta
positivo allo streptococco fecali. Si interviene con
l’antibiotico. L’infezione passa ma Azzurra non
aumenta ugualmente di peso e non allunga. Nel mese di maggio viene
inviata dal pediatra da un endocrinologo dell’ospedale di
Pisa che visita la bambina, esegue una serie di ecografie e dichiara
che Azzurra gode di perfetta salute e che la mamma è troppo
apprensiva. Insoddisfatti i genitori di Azzurra la portano da un
nutrizionista di Pisa che consiglia una ecografia celebrale per
escludere patologie gravi. L’ecografia viene effettuata
insieme a quella per il gastropirolospasmo ed entrambe risultano
perfette. A giugno Azzurra viene ricoverata all’ospedale di
Livorno, qui le viene dato il Peridon un farmaco che aiuta la
digestione in quanto favorisce lo svuotamento dello stomaco. Le cose
migliorano Azzurra si attacca per la prima volta al biberon e mangia
più volentieri, Dopo 2 settimane di degenza viene dimessa.
Passa una settimana la mamma torna per il controllo e comunica ai
medici che Azzurra non vuole mangiare di nuovo. Le consigliano di non
andare più a lavoro perché Azzurra soffre di
anoressia da distacco materno. La mamma resta a casa il più
possibile e Azzurra continua a crescere fisicamente molto poco e si
inizia anche a intravedere un ritardo psicomotorio. Nel mese di agosto
Azzurra viene portata da un medico dell’ospedale Gaslini di
Genova che visita la bambina e conclude che ha i riflessi un pochino
lenti ma che gode di perfetta salute. Il ritardo di Azzurra si nota
sempre più; Adesso a 10 mesi si limita a portare le cose
alla bocca sta seduta molto poco, non riesce a premere, non ha forza e
ha sempre l’affanno. I genitori si rivolgono prima da una
dottoressa omeopata che intuisce che vi è qualcosa che non
funziona a livello metabolico che può essere di origine
genetica oppure causato anche dal vaccino, consiglia di eseguire alcuni
accertamenti rifiutati però dal pediatra. Sempre nel mese di
agosto viene portata da un medico molto conosciuto di Livorno che anche
lui avverte che vi è un forte ritardo e consiglia una
risonanza magnetica. Il pediatra sconsiglia di eseguirla in quanto la
bambina sta benissimo. Nel mese di ottobre azzurra viene portata alla
Stella Maris su insistenza dei genitori dove viene effettuato un
day-hospital di 2 settimane durante il quale vengono effettuate miriadi
di esami. Conclusione Azzurra sta bene il suo lieve ritardo
è dovuto dal fatto che è nata piccolina ma dopo i
tre anni questo sarà scomparso. La bambina viene mandata a
fare un ciclo di fisioterapia presso via S.Gaetano a Livorno e le viene
messo divaricatore alle anche per una sub-lussazione
dell’anca destra. Azzurra è sempre più
stanca, a volte mentre gioca si addormenta all’improvviso,
non riesce a stare seduta più di qualche minuto, si limita a
portare gli oggetti alla bocca ed il linguaggio si è fermato
alla lallazione. La mamma nota che cambiandole la dieta almeno una
volta a settimana vi è un miglioramento per qualche giorno.
Disperata fa presente al medico che per una bambina di un anno lo
sviluppo non è corretto, ma lui le risponde
c’è chi fa prima e c’è chi fa
dopo. Siamo ai primi di gennaio la fisioterapista di via S:Gaetano fa
notare alla famiglia che ad Azzurra gli si muove orizzontalmente la
pupilla dell’occhio sinistro. Portata dal pediatra questo
riferisce che si tratta di tic nervoso. La mamma non soddisfatta chiede
una visita oculistica urgente. Azzurra viene portata
dall’oculista in ospedale che dopo un esame approfondito dice
alla mamma che l’occhio di Azzurra è perfetto che
il problema è neurologico e di rivolgersi da uno
specialista. Il 14 gennaio del 2004 Azzurra viene portata dai genitori
all’ospedale Gaslini di Genova. Vista al prontosoccorso ai
genitori viene chiesto se hanno mai preso in considerazione il fatto
che la figlia potesse avere una malattia metabolica. Azzurra viene
ricoverata in neurologia dove immediatamente viene effettuata una tac.
Esito: presenza di spiccata ipodensità dei corpi striati
bilateralmente. Non si rivelano altre evidenti alterazioni di
morfologia e densità e dei tessuti nervosi. Lieve
ampliamento del sistema ventricolare e degli spazi subaracnoidei:
Necessario proseguire le indagini diagnostiche con RM. Questa fu la
prima mazzata seguita da tutto il resto. Intanto a casa la mamma si era
già mossa inserendo tutti i sintomi della figlia su
internet, alla ricerca di cosa potesse avere Azzurra ed era approdata
ad una serie di malattie mitocondriali tra le quali la peggiore era
l’encefalomiopatia ossia la sindrome di leigh che portava
alla morte intorno ai 5 anni. La mamma leggeva e rileggeva tutte queste
malattie e la sua conclusione era sempre la sindrome di Leigh.
Azzurra resta in ospedale circa 20 giorni dove vengono eseguiti molti
esami tra cui:
Esame somatoneurologico: irritabile, poco consolabile. Disfagia. Scosse
di nistagmo bilaterale più evidenti in occhio sinistro.
Ipomimia. Aggancio visivo presente. Non sorriso reattivo. Reazioni
paracadute ipostrutturate. Ipotonia globale. Arti superiori mantenuti
in flessione con i pollici addotti, arti inferiori in posizione addotta
e extraruotata. ROT evocabili, simmetrici sia negli arti superiori che
inferiori. RCP incerto; non clono. Persistenza di gransping plantare.
Presenza di movimentazione afinalistica ai 4 arti.
E pensare che stava bene. Sono i genitori apprensivi.
Valutazione psicomotoria: alla scala di Griffiths (REV 96) si ottiene
un’età di sviluppo di circa 6 mesi con profilo
prestazionale sostanzialmente armonico. Dal punto di vista motorio si
rivela ipotonia e ipostenia assiale e segmentarla, assenza di
modalità di spostamento autonomo, acquisizione della
posizione seduta che viene mantenuta con insicurezza. Il carico sugli
arti inferiori presenza recurvazione delle ginocchia.
L’avvicinamento dell’arto superiore
all’oggetto avviene con tentennamenti e note dismetriche; le
prese sono massive. L’attività conoscitiva sul
materiale è rappresentata da esplorazione orale. La
partecipazione ambientale è ridotta.
Viene eseguita infine la RM che conclude in questo modo: il quadro RM
è fortemente suggestivo per una m. Leigh.
Il 2 febbraio Azzurra viene dimessa; diagnosi: altre degenerazioni
celebrali dell’infanzia.
Per confermare la malattia Azzurra aveva bisogno di altri 2 esami molto
importanti: la biopsia muscolare e l’esame del liquor.
Tornati a casa dopo questa mazzata i genitori di azzurra si mettono in
cerca di un centro specializzato e approdano al “Centro
Neurologico Carlo Besta” di Milano. Il 23 febbraio Azzurra
viene ricoverata al Besta dove vengono effettuati di nuovo RM e altri
esami e i due mancanti. Diagnosi finale: malattia di Leigh.
Encefalopatia evolutiva dell’infanzia.
Tornati a casa Azzurra ha un crollo gli si bloccano gli arti superiore.
Di nuovo in cerca di qualcosa; si approda ad un farmaco negli Stati
Uniti il Lutimax già in uso da una bambina con la sua stessa
malattia. Arriva il farmaco e le braccina di Azzurra si distendono. Ma
da quel momento Azzurra non afferrerà più nulla e
non porterà m,ai più nulla alla bocca.
A aprile dello stesso anno (2004) Azzurra smette di mangiare, su
consiglio della dottoressa del Besta Azzurra viene ricoverata a Livorno
dove le viene introdotto un sondino naso-gastrico, ma la situazione
precipita Azzurra vomita in continuazione e le viene la febbre alta; i
genitori alle 6 del mattino firmano prendono la figlia e si recano a
Milano. Nel giro di piochi giorni Azzurra si rimette in sesto e viene
mandata all’ospedale pediatrico Buzzi di Milano dove le viene
fatta una gastrostomia. Da allora Azzurra mangerà con un
tubo nello stomaco (la PEG). Azzurra non sta più seduta, non
mangia più, non gioca più, piange tanto e sta
sempre molto male. A settembre di nuovo in ospedale a Livorno a causa
di una forte disidratazione. Azzurra è in acidosi metabolica
e la glicemia sale e non riescono ad abbassarla. D’urgenza il
trasferimento all’ospedale pediatrico Meyer di Firenze la
situazione è critica. Azzurra ( 3 anni quasi peso solo 7
kg), sta morendo. Di qui la decisione di un catetere venoso inserito
nella vena principale del cuore che la nutrirebbe dato che con la peg
non ci riusciamo. L’intervento viene eseguito però
le condizioni di Azzurra sono sempre critiche, viene trasferita in
rianimazione. Lo sconforto è enorme, i genitori non sanno se
pregare affinché la figlia si salvi o pregare
affinché la figlia muoia. Dopo 3 giorni di agonia una
telefonata che dice ai genitori di raggiungere subito
l’ospedale che Azzurra viene trasferita in reparto. Anche
questa è fatta.
Azzurra migliora; il suo peso aumenta; non ci sono più le
emmoragie gastriche e le acidosi. Si inizia a respirare e lei inizia
anche a sorridere. Tutto bene fino ai primi di dicembre. Inizio di
febbrettine pomeridiane 37, 37 e 2; dopo qualche giorno la febbre
aumenta ed è più duratura. La mamma ed il babbo
non vogliono andare i ospedale. Azzurra si cura a casa. L a febbre non
si abbassa e sale sempre più. Il nutrizionista di Firenze
consiglia di eseguire un ecografia al CVC (catetere venoso centrale),
per vedere se vi sono colonie di batteri. Gli ecografi non riescono a
vedere niente, allora consigliano una emocultura. Questa risulta
positiva al fungo candida tropicalis. L’ospedale di Livorno
fa ottenere ai genitori l’antibiotico per via venosa in quanto in farmacia non viene venduto. I genitori
rifiutano il ricovero. Azzurra peggiora. Il 26 dicembre la temperatura
di Azzurra arriva a 41,8. La madre si rende conto che da soli non
possono farcela. Salgono
in auto e corrono a Firenze ricoverata
d’urgenza le viene ripetuto l’emocultura con stesso
esito ma antibiogramma diverso. Viene
cambiato l’antibiotico
che viene fatto venire da fuori Italia dicendo ai genitori che se con
quello non si risolve non c’è altro da fare.
Azzurra migliora,
la febbre
cala ma ci si rende conto che la colonia intorno al catetere non
è andata via. Il catetere va rimosso. Portata in sala
operatoria ad Azzurra tolgono il CVC al cuore e ne inseriscono uno
all’inguine. . Fino a quando l’infezione non
passerà non potrà essere introdotto un nuovo
catetere. La febbre cala gli esami sono buoni si decide di intervenire.
Viene messo un nuovo CVC dall’altra parte. Sono le 17.00.
Alle 19.00 Azzurra inizia a piangere e dalla giugulare inizia a
fuoriuscire sangue unito alla nutrizione. Chiamato il chirurgo di
guardia questo fa chiudere immediatamente il catetere in quanto
potrebbe essere fuorivena. Il mattino seguente viene controllato di
nuovo. E’ tutto
a posto. Il 16 gennaio viene dimessa
dall’ospedale ma i genitori si accorgono che il CVC non
funziona molto bene e la febbre è ricomparsa. Si riparte e
si va a Milano. La dottoressa di Milano dice ai genitori che
assolutamente non dovevano metterlo perché
l’organismo di Azzurra non riesce a superare le infezioni che
ogni volta si ripresenteranno sempre più potenti fino a
ucciderla. Si torna a Firenze Azzurra viene di nuovo ricoverata, si
eseguono gli accertamenti, il catetere risulta rotto
all’altezza della giugulare. Si decide per la rimossione. I
medici vogliono rimetterne un altro. La madre si oppone, arriva il
primario che chiede cosa stia accadendo. La mamma spiega che adesso
basta, Azzurra mangerà attraverso PEG con la
somministrazione del pasto fatta da un macchinario detto pompa ma che
non metterà più nessun CVC, e sarà
quel che sarà. Il primario appoggia la madre e dopo qualche
giorno Azzurra torna a casa. Adesso con la pompa va abbastanza bene. Lo
stomaco sembra essere migliorato e anche Azzurra è molto
più tranquilla. Capisce tutto ciò che avviene
intorno a lei, partecipa alla vita familiare ma il suo corpo non
funziona solo la sua testa. Non parla, non cammina, non mangia, non
gioca. Tutto questo potrebbe cambiare se riuscissimo a portare Azzurra
alla clinica dell’Oceanhbo negli Stati Uniti dove i bambini
come azzurra vengono curati con la camera iperbarica e fisioterapia col metodo Therasuit. Purtroppo
il tutto costa tantissimo e noi non abbiamo la possibilità
economica.
Benchè questa pagina sia stata creata con il consenso della mamma, prima di effettuare una donazione verificare sempre gli estremi per il versamento sul sito ufficiale di Cinzia Mascagni al seguente indirizzo: http://insieme_per_azzurra.blog.tiscali.it/
