La Sinagoga

La costruzione della Sinagoga di Livorno ebbe inzio intorno alla metà del '600. Nel corso degli anni si dette luogo a continui ampliamenti della Sinagoga con la costruzione di arcate (azaroth). Successivamente venne costruito l' Hekhal con marmi colorati ed intarziati ed una preziosa porta in legno sulle cui ante spiccavano le Tavole della Legge in madreperla. Questo magnifico Hekhal era sovrastato da una corona d'argento nella quale era incastonato un grosso topazio. Con gli stessi marmi preziosi venne costruita la Tebà , mentre il soffitto era arricchito di stucchi, decorazioni e dorature e dal quale pendevano lampadari d'argento.

Dopo il terremoto del 1742 che incise sulla stabilità del Tempio si dette luogo ad opere di rafforzamento dell'edificio ed alle costruzioni di altre arcate unite alla realizzazione del secondo ordine di balconate per le donne. La sinagoga - costruita nei primi anni del secolo XVII, ampliata nel 1641 e più volte rimaneggiata ed abbellita nel corso dei secoli, fino a quando nel 1875 venne dotata di una nuova maestosa facciata - fu gravemente colpita durante il terribile bombardamento alleato del 1943, che devastò anche il cuore della città.

Dopo il conflitto, la comunità ebraica anziché riparare i danni preferì costruire nello stesso luogo (l’attuale piazza Benamozegh) un nuovo tempio, inaugurato nel 1962. Al suo interno è possibile ammirare lo splendido aròn in legno intagliato e dorato, datato 1708, proveniente da Pesaro.

La struttura della nuova sinagoga è ispirata a quella del tabernacolo, o grande Tenda che Mosé fece costruire, nel deserto, per conservare le Tavole della Legge.

Sulla facciata bassorilievi di Gino Marotta ed una lapide commemorativa del vicino luogo natale di Moses Montefiore.
Di grande pregio, all’interno, il grande armadio (Hekhàl) per la custodia delle 16 pergamene della Scrittura, realizzato in legno intagliato e dorato nel 1708 da Angelo Scoccianti dal Masaccio di Jesi.
L’Hekhàl fu posto nel tempio nel 1970, donato dalla sinagoga di Pesaro.
Interessanti gli intagli della facciata che furono studiati per creare nell’interno giochi di luce; in particolare i piccoli fasci di luce rossa che caratterizzano l’ambiente dovevano ricordare l’olocausto.
La zona riservata alle donne, alle spalle del pulpito, è in diretta comunicazione con la zona riservata agli uomini.
La comunità custodisce preziosi tendaggi ricamati
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Per maggiori informazioni:

Comunita Ebraica di Livorno