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da
Via San Giovanni a
Via Fiume
Cenni storici
La strada, che
fin da prima del
1784 si chiamò via delle Carceri e poi via delle Carceri
Vecchie, si chiama così da prima del
1846 in relazione alla Banca di Sconto qui istituita nel
1837 al posto della precedente Cassa di Sconto creata
nel
1816. La Cassa, prima banca di Livorno, era collegata
alle attività di commercio soprattutto del porto e oltre al
fondo di garanzia poteva contare sull'ipoteca messa dal
granduca su un certo numero di beni demaniali per un valore
superiore al capitale iniziale della Cassa. Il nome di via
della Banca rimase fino al
1918 quando fu cambiato in via
Pola. Le distruzioni della
seconda guerra mondiale fecero scomparire la strada e il
nome fu radiato nel
1951. Nel
1965 fu costruito il nuovo edificio della Banca d'Italia
sul luogo dell'antica Banca di Sconto e l'anno successivo fu
riassegnato alla strada il nome di via della Banca. Il nome
via delle Carceri derivava dal fatto che sotto il palazzo
del governatore (in corrispondenza dell'attuale Prefettura)
si trovava la prigione. In questa strada si trovavano anche
la chiesa delle Purificazione della Madonna, la chiesa dei
Catecumeni, un edificio sede della camera di commercio,
delle stanze dei ubblici pagamenti e della banca cooperativa
popolare livornese e la tipografia di
Marco Coltellini dove vennero pubblicate opere come la
prima edizione di
Dei delitti e delle pene (aprile
1764) e i 32 volumi dell'Enciclopedia
Francese (1770-1779).
La presenza della chiesa dei Catecumeni fu all'origine di
uno dei nomi della strada (via dei Catecumeni): i catecumeni
erano coloro che si erano convertiti al cristianesimo
(generalmente schiavi moreschi del Bagno penale) ma che non
avevano ancora ricevuto il battesimo. Il
10 giugno
1593 il granduca
Ferdinando I emanò una legge che proibiva la propaganda
cattolica e stabilì che l'età minima dei catecumeni fosse di
13 anni, affinché le conversioni fossero spontanee.
Tratto da Wikipedia
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